“La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell’astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento."(Umberto Bossi)
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Ultimamente si parla di maggioranza silenziosa nelle scuole, ossia degli studenti che non condividono la protesta di questi giorni e che vorrebbero non venisse loro impedito da professori faziosi e studenti di sinistra il diritto allo studio.
Sempre negli ultimi giorni nelle elezioni studentesche delle scuole del nord ci sono stati risultati come questi:

Il sole 24ore, come risposta, non si degna neppure di citare il MSP (Movimento Studentesco Padano studentipadani.com) nella classificazione dei movimenti studenteschi... strano, visto che ancora prima delle elezioni il sondaggista Mannheimer rilevò che tra i giovani la lega spopolava, raggiungendo i livelli di pd e pdl, che però sono presenti in tutta la penisola. In pratica quello leghista è il movimento più apprezzato dai giovani del nord. Sondaggi degli ultimi giorni rilevano in Veneto un'apprezzamento (che non è l'intenzione di voto, che è al 33%) della lega al 40%, che scende al 30% tra i pensionati ma sale al 50% tra gli studenti.
Come vedete nella foto, anziche protestare gli studenti padani hanno organizzato a Milano (e non come vediamo in tv che fanno tutto a Roma) la terza scuola politica del MSP, una giornata di incontri e dibattiti con ospite la Gelmini, alla quale hanno illustrato il loro programma di riforma. Questa è civiltà e democrazia, valori ignorati dalla minoranza di sinistra che inneggiando al diritto allo studio lo ostacolano... non mi stupisce affatto che si siano trovati d'accordo coi fascisti, neri o rossi cambia poco...
Contro il pensiero unico c'è una sola risposta
Grimoldi: “La scuola non è certo rappresentata da chi preferisce battersi per il mantenimento dello status quo senza accettare la sfida vera del cambiamento. Il nord e le scuole del nord, sia chiaro, non la pensano così. Gli studenti padani vogliono competere con l’Europa, non farsi trascinare nel baratro”.
