CASA DELLE LIBERTA'
“Se uno sogna da solo è solo un sogno:
ma se molti sognano insieme allora è l’inizio di una nuova realtà .”
(F. Hundertwasser)
QUELLI CHE SEGUONO SONO "FATTI":
- Marco Travaglio è andato in vacanza con un tizio poi condannato per favoreggiamento di un mafioso, già prestanome di Bernardo Provenzano.
- Marco Travaglio telefonò a un siciliano (uno che faceva la spia per un prestanome di Provenzano) per chiedergli uno sconto sulla villeggiatura in Sicilia.
- Le famiglie di Marco Travaglio e di Pippo Ciuro, poi condannato per aver favorito le cosche, si frequentavano in un residence consigliato da Ciuro e dove si scambiavano generi di conforto.
- Un filo rosso collega Marco Travaglio, Pippo Ciuro, Totò Cuffaro eccetera.
- Il procuratore Pietro Grasso forse non a caso del resto scrisse al Corriere della Sera accusando Travaglio di fare «disinformazione scientificamente organizzata».
- Renato Schifani frequentò persone inquisite per mafia 18 anni dopo, mentre Travaglio ne frequentò una arrestata mesi dopo.
QUINDI CHI REPUTA BERLUSCONI O SCHIFANI MAFIOSI, FACCIA LO STESSO PER TRAVAGLIO.
Io so benissimo che nessuno di loro è mafioso, ma se si accetta il "metodo travaglio", allora lo sono tutti o nessuno. Travaglio è un maestro nel prendersi gioco del lettore, scrivendo "fatti" fuori da un contesto e con gravi omissioni, lasciando intendere qualcosa ma non scrivendolo in modo esplicito per evitare querele.
Per esempio non ha mai dato del mafioso a Schifani direttamente, ma abbiamo visto tutti quale messaggio ne sia uscito, anche grazie ai suoi appoggi nei media. Colpisce sempre i soggetti più esposti, che sono quelli che lo possono arricchire maggiormente.
A tutto, inoltre, aggiunge delle vere e proprie balle, come quella della condanna a Castelli, in realtà inesistente. Numerose sono anche quelle dette sul caso Mitrokhin (tuttora fugge dal confronto con Guzzanti... è terrorizzato) e su Berlusconi, delle quali abbiamo già scritto molto.
Ricordo poi per la millesima volta come le accuse da lui sostenute da Luttazzi (ovviamente senza contraddittorio) siano miseramente cadute e come sia stato riconosciuto da una sentenza che i "fatti" scritti da Marchino in un suo libro (un'enormità di copie vendute) siano frutto di un'intervista, falsamente descritta come "l'ultima" di Borsellino, frutto di tagli e manipolazioni miranti a far dire al magistrato quello che in realtà non disse mai... vedere la balla comprovata dei cavalli-droga.
Quindi cari travaglini, travaglioti... travagliati o come cavolo vi chiamate, spero che finalmente la capirete che il vostro idolo è solo un pessimo giornalista che fa della disinformazione uno strumento di arricchimento personale.
Ho preso spunto sempre da articoli di Filippo Facci e di D'Avanzo
Perchè Di PIetro ha lasciato la magistratura? Esiste una sentenza (n. 364/96 - 1519/95), alla quale NON sono stati presentati appelli e successiva ad un dibattimento nel corso del quale Di Pietro si rifiutò di rispondere alle domande del Tribunale, che riportano queste considerazioni sui "favori" che Giancarlo Gorrini (imprenditore inquisito per bancarotta) fece a Di Pietro:
- "sistematico ricorso di Di Pietro ai favori di Gorrini" - "Aver prestato al magistrato la somma di cento milioni di lire tra la fine del 1989 e l'inizio del 1990... somma corrisposta mediante assegni"
- "Di Pietro (pagine 153-156) vende sostanzialmente un'auto che non gli appartiene, trattenendo i soldi... i fatti si erano realmente svolti ed alcuni rivestivano caratteri di dubbia correttezza, se visti secondo la prespettiva della condotta che si richiede a un magistrato" - "interessamento specifico" e "risvolti non certo trasparenti" in riferimento alle azioni di Di pietro in soccorso dell'amico Eleuterio Rea, sommerso da debiti di gioco. - "La prestazione di attività lavorativa di Cristiano Di Pietro (figlio del magistrato) a favore della Maa assicurazioni (appartenente all'imprenditore inquisito Gorrini)" e "l'assegnazione di alcune cause a Susanna Mazzoleni da parte della Maa, l'erogazione di un prestito a Di Pietro". - "... timore nutrito dall'inquisito per i possibili esiti dell'inchiesta ministeriale in sè, quanto, anche, per l'appannamento dell'immagine pubblica che la divulgazione di quei fatti avrebbe comportato" episodi che "rischiavano di prospettare agli inquirenti un sistematico ricorso di Di Pietro ai favori di Giancarlo Gorrini, il quale, peraltro, alla data del novembre 1994 risultava già condannato per appropriazione indebita"... "ne viene fuori un quadro negativo dell'immagine di Di Pietro... fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare"
Le informazioni da articoli di Facci
Dopo la ripassata subita da Sgarbi, Marchino Travaglio si trova ancora di fronte a qualcosa che fino a poco tempo fa gli era sconosciuta: IL CONTRADDITTORIO.
il mitico Castelli, senza pietà, lo sbugiarda sulla questione della condanna e svela la sua viscida tecnica per far soldi parlando male dei politici... Tecnica usata contro di lui da D'avanzo (che rimane uno dei peggior giornalisti d'italia) e Filippo Facci (mitico!) che dimostrano come tutti, anche Travaglio, possono passare per mafiosi se solo giornalisti senza scrupoli e con i giusti appoggi lo vogliano.
Domani, se ho tempo, approfondisco questo tema nonchè rispolverare il passato del moralista di Pietro; un passato fatto di favori, mercedes regalate e società immobiliari.
Calderoli: "Domenica primo giugno la Lega Nord e il suo popolo si ritroveranno sul sacro prato di Pontida, per il tradizionale raduno di giugno, per festeggiare la grande vittoria del 13 e 14 aprile e per mantenere un impegno preso proprio a Pontida, una settimana prima del voto, quando i candidati leghisti per il Parlamento giurarono solennemente fedelta' alla propria terra e alla propria gente davanti all'Abbazia di Pontida"...
"...A Pontida festeggeremo questa grande vittoria e visto il risultato elettorale, visto l'entusiasmo che c'e' tra la gente e visto il clima di entusiasmo e ottimismo che si respira in Padania possiamo facilmente prevedere che questo raduno sarà un evento storico, con una partecipazione senza precedenti. Sarà una grande festa della Padania, perché la Padania è grande".
Calderoli dice bene: la crescita della lega non si arresta più! A un mese esatto dalle elezioni è uscito infatti un sondaggio (Crespi) che pone la lega in una forbice che va dall'8 al 10%.
Una lega al 10% significherebbe un aumento di oltre 620mila elettori in un mese. Per la cronaca la stessa società il 17 marzo prospettava per la lega un misero 5.5%... e se si sbagliasse ancora allo stesso modo? significherebbe che siamo al 12%, ma non credo che questo dato corrisponda alla realtà, almeno per ora.
FEDERALISMO: L'ESEMPIO SVIZZERO
Di seguito un'intervista al Presidente del Gran Consiglio del Canton Ticino, Norman Gobbi Vais, sul federalismo e i rapporti tra Canton Ticino e Padania
Pochi giorni fa, nel suo discorso di insediamento, Gobbi ha citato per ben quattro volte la Padania, riconoscendola di fatto asestante dal resto della penisola, e considerandola come patner socio-economico e culturale privilegiato. Nello stesso discorso l'Italia non è stata menzionata.
IN SVIZZERA L' 80% DELLE RISORSE RIMANE SUL TERRITORIO!
Proprio in questi giorni la Lombardia ha approvato a larga maggioranza , dopo 37 anni, il nuovo Statuto d'Autonomia (favorevole anche il pd) della Regione, che entrerà in vigore da Settembre.
Formigoni: "L'abbiamo elaborata per introdurre meccanismi di semplificazione e di sburocratizzazione con l'obiettivo di non far perdere tempo alla realizzazione delle opere e ai cittadini''. Il nuovo provvedimento, comunque, non va contro la Costituzione, anzi ''la legge da' corpo all'autonomia e alla competenze che la Costituzione riconosce alla Regioni per quanto riguarda le materie concorrenti''.
Ora bisogna estendere alle regioni che lo vorranno i principi di questa legge e, soprattutto, bisogna arrivare al federalismo fiscale.
Se sotto Schifani nella scala evolutiva c'è solo la muffa e il lombrico,
sotto Travagio c'è solo la mer...
Finalmente il diffamatore per eccellenza, il codardo per definizione, sua altezza pagato da tutti noi , colui che non ha mai avuto in vita sua un contraddittorio, è stato definitivamente sputtanato!
Dopo le assoluzioni piene di Berlusconi che hanno smentito le accuse sulle quali è nata la carriera del giornalista (nella campagna elettorale 2001 da Luttazzi), dopo l'accertamento del montaggio delle dichiarazioni di Borsellino in modo fuorviante (un copia e incolla che stravolse il significato del discorso), dopo la reazione di Vittorio Sgarbi che ha "osato" ribattergli zittendolo, dopo la figuraccia fatta da Fazio subito evidenziata da tutti i giornali, anche alcuni di sinistra, dopo i ripetuti interventi illuminanti di giornalisti come Facci... ora Castelli è pronto a dare il colpo di grazia!
Giovedì 15 maggio sarà infatti presente ad Annozero il sottosegretario leghista Roberto Castelli, che ha annunciato ieri che "se Travaglio mi chiede scusa perche' ha detto che sono condannato, mentre invece non sono mai stato condannato, bene. Altrimenti lo querelo''.
Vedremo se il biondo Michele Santoro lo salverà ancora una volta...
Entro venerdì sarà pronto il pacchetto sicurezza messo a punto dal ministro dell'Interno Maroni, composto da cinque punti. «Il primo punto sarà il contrasto all'immigrazione clandestina; poi ci sarà la gestione dei rapporti con i paesi comunitari, Romania in testa, sulla base della direttiva Ue che prevede rimpatri dei cittadini comunitari che non hanno reddito o delinquono; il terzo punto riguarda la definizione del ruolo delle comunità locali nella prevenzione e contrasto della criminalità; ci saranno quindi le sanzioni penali, con l'individuazione di nuovi reati; infine ci saranno norme per la lotta alla criminalità organizzata» (fonte Corriere.it 13maggio)
Le premesse sono in linea con il programma della lega:
RISOLUZIONE IMMIGRAZIONE
RISOLUZIONE SICUREZZA
Ora va onorata la parola data, lo hanno giurato a Pontida... il mandato popolare è chiaro e, se tradito, le prime teste a cadere saranno quelle leghiste per mano degli stessi militanti. E' per questo che mi fido della lega, ed è per questo che sono convinto che, cascasse il mondo, Maroni sulla sicurezza, Castelli sulle infrastrutture, Calderoli e Bossi sulle Riforme, da veri uomini d'onore, non cederanno un solo millimetro e manterranno le promesse.
Ora va onorata la parola data, lo hanno giurato a Pontida... il mandato popolare è chiaro e, se tradito, le prime teste a cadere saranno quelle leghiste per mano degli stessi militanti.
E' per questo che mi fido della lega, ed è per questo che sono convinto che, cascasse il mondo, Maroni sulla sicurezza, Castelli sulle infrastrutture, Calderoli e Bossi sulle Riforme, da veri uomini d'onore, non cederanno un solo millimetro e manterranno le promesse.
PADANIA LIBERA
Il nuovo decreto sicurezza che verrà emesso nei 100 giorni, secondo Repubblica, prevvederà una semplice cosa, ossia che potrà essere accusato d'immigrazione clandestina, e quindi mmediatamente espulso, chiunque si trovi in Italia illegalmente, violando le norme della legge Bossi-Fini.
Repubblica la definisce "una svolta d'inaudita asprezza nelle politiche di accoglienza", per me è una promessa mantenuta, una svolta dopo due anni di porte aperte a cani e porci.
A ciò si aggiunge la legge europea in preparazione che porterà, si spera, a 18 mesi la detenzione nei Cpt, anzichè 1 o 2 mesi come avviene oggi.
Il neoministro dell'interno sta studiando anche se e come ripristinare i controlli di frontiera nazionali per limitare l'ingresso dei nomadi, soprattutto romeni, per questo sta raccogliendo da tempo moltissimi documenti per cercare un possibile cavillo, specialmente nelle normative UE, per una sospensione immediata di Shengen per gli immigrati romeni.
Sempre secondo il quotidiano, Maroni imporrà anche pene più pesanti per i furti ed una stretta sui permessi ai detenuti.
Spero poi che si concretizzi lo sforzo per legittimare le battaglie dei sindaci del carroccio, ed anzi estendere a tutt'italia le ordinanze che hanno avuto più successo.
Si vedano i casi di Cittadella, Caravaggio e, tra gli ultimi, di Brignano (BG) dove sono stati bloccati gli assegni sociali agli extracomunitari.
Ripropongo un intervista di alcune settimane fa di Maroni
ECCO LE MINISTRE DI SILVIO ;)
CHE DIRE.... DA TURCO, BINDI, MELANDRI E POLLASTRINI A CARFAGNA, MELONI, PRESTIGIACOMO E GELMINI, IL NOSTRO PAESE HA FATTO UN GRAN SALTO DI QUALITA' :)
FINALMENTE ABBIAMO UN GOVERNO PIU' SNELLO, PIU' GIOVANE E...
PIU' SEXY!
A parte gli scherzi, le neo ministre meritano l'incarico ricevuto, Giorgia Meloni è diventata il più giovane membro del governo della storia, la Prestigiacomo ha già avuto 5 anni di esperienza da ministro, mentre la Carfagna da parlamentare (ricordiamoci che pur essendo stata showgirl, si è laureata con 110 e lode). La Gelmini, molto preparata, è stata invece un'ottima coordinatrice di partito in Lombardia. mi spiace solo sia rimasta fuori la leghista Rosi Mauro... forse per il Cav non era abbastanza giovane e carina?
Lingua nazionale e lingue locali:
l’esperienza costituzionale di alcuni Paesi europei
Dott. Stefano Galli da parlamentodelnord.biz
Il rapporto tra le lingue locali e la lingua nazionale costituisce un vero problema giuridico e costituzionale in molti Paesi europei, sopra tutto di fronte al processo di unificazione europea che, se da un lato si è mosso e si muove nel segno dell’unità e dell’omogeneità, dall’altro si fonda sui principi del multiculturalismo e del multilinguismo. Un problema, dunque, non solo «italiano» che di fianco alla costituzionalizzazione della lingua ufficiale ha posto anche il problema del riconoscimento e della tutela della diversità linguistica locale, pur nella concreta e oggettiva difficoltà di individuare e definire, in termini giuridici, il concetto di «minoranza» culturale. Il riconoscimento dell’idioma ufficiale nei suoi rapporti con le lingue locali, per tali ragioni, a partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta — cioè da quando il processo di unificazione ha subito un’accelerazione — è stato regolamentato nelle costituzioni dei Paesi dell’Unione ed è presente nelle costituzioni varate in tempi recenti, anche di fronte al federalizing process che molti di essi hanno risolutamente abbracciato.
Ancora una volta a costituire un interessante punto di riferimento è il caso spagnolo. «Il castigliano — è scritto nell’articolo 3 della Costituzione spagnola del 1978 — è la lingua spagnola ufficiale dello Stato. Tutti gli spagnoli hanno il dovere di conoscerla e il diritto di usarla. Le altre lingue spagnole saranno anch’esse ufficiali nelle rispettive comunità autonome, in armonia con i loro Statuti. La ricchezza dei diversi linguaggi della Spagna è un patrimonio culturale che deve formare oggetto di rispetto e di protezione ufficiali». Questo articolo, che poggia sui principi autonomici del federoregionalismo spagnolo, è davvero significativo poiché stabilisce un principio di “coufficialità” o di “doppia ufficialità” tra il castigliano e le varie lingue nazionali che vengono riconosciute come tali e tra loro equiparate senza distinzioni. Importantissima è l’affermazione che la varietà linguistica rappresenta un indiscutibile ricchezza culturale per il Paese; una ricchezza che deve essere tutelata e promossa.
Un altro esempio sul quale puntare l’attenzione è indubbiamente il Belgio. Con la Costituzione del 1994, che — a conclusione di un percorso durato un quarto di secolo — ha formalizzato la svolta federale del Paese, sono state riconosciute tre Comunità, quella francese, quella fiamminga e quella tedesca, e tre Regioni, quella vallona, quella fiamminga e quella di Bruxelles-capitale. L’articolo 30 dispone che: «L’impiego delle lingue usate in Belgio è libero; può essere disciplinato soltanto dalla legge e unicamente per gli atti dell’autorità pubblica e per gli affari giudiziari». Le lingue delle tre Comunità risultano, pertanto, equiparate; e tuttavia, occorre ricordare che, dal punto di vista linguistico, le regioni sono formalmente quattro, poiché deve essere aggiunta la regione bilingue di Bruxelles capitale (art. 4, Cost.).
Com’è noto, la Costituzione della Svizzera (art. 4) individua quattro lingue nazionali, ma riconosce solo tre (art. 70) lingue ufficiali, il francese, il tedesco e l’italiano; il romancio è riconosciuto quale lingua ufficiale solamente nell’ambito del gruppo etnico. Quel che interessa qui rilevare è che i Cantoni possono autonomamente scegliere la loro lingua ufficiale; e tuttavia, allo scopo di consevare l’autonomia tra le comunità, devono farlo in armonia con la consolidata articolazione linguistica territoriale a livello nazionale e, nello stesso tempo, devono tutelare le minoranze linguistiche locali. Particolarmente tutelate, a livello costituzionale, risultano la lingua romancia e quella italiana. Qui affonda le proprie radici la tipica varietà linguistica della Svizzera, che costituisce un tratto essenziale, in termini culturali, del federalismo elvetico, peraltro sempre alimentato dalle istituzioni federali e cantonali; un federalismo che poggia sul forte attaccamento identitario territoriale, cioè su quel senso civico federalista di cui ha parlato Denis de Rougemont.
Prima di concludere questa breve nota, è opportuno richiamare rapidamente altri due esempi di tutela linguistica, quello francese e quello irlandese.
Sulla scia delle preoccupazioni connesse al processo di unificazione europea, nel 1958 e, successivamente, nel quadro della revisione del 1992, la Francia ha riconosciuto la lingua francese, come l’idioma ufficiale della repubblica. Da un lato si intendeva tutelare il francese dall’inglese, dall’altro nei confronti di eventuali rivendicazioni localistiche (corsi, bretoni, alsaziani ecc). Comunque, è stato respinto un emendamento che si ispirava alla Costituzione spagnola e che era volto a tutelare le realtà territoriali, sia dal punto di vista linguistico, sia dal punto di vista culturale.
La costituzione irlandese del 1937 riconosce l’irlandese quale lingua nazionale e ufficiale dello Stato. La lingua inglese viene relegata in una posizione di subordinazione, come seconda lingua ufficiale e il Parlamento può adottare dei provvedimenti specifici per l’uso esclusivo dell’una o
dell’altra.
In Italia, lo Statuto Albertino (art. 62) riconosceva la lingua italiana come lingua ufficiale delle Camere, più che altro come strumento effettivo e concreto del processo di unificazione nazionale. Nel corso dei lavori dell’Assemblea costituente non si ritenne opportuno intervenire in merito, sia perché il dato linguistico veniva dato per acquisito, peraltro legittimato dal fatto che la Carta venisse scritta in italiano, sia perché non si ritenne opportuno impegnarsi su un tema, quello del nazionalismo linguistico, che era stato promosso e sostenuto dal Fascismo e che, pertanto, avrebbe potuto generare risentimenti e rancori. Contestualmente, però veniva inserito l’innovativo principio della tutela delle minoranze linguistiche (art. 6: «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche»). A partire dalla metà degli anni Novanta si registrano diversi tentativi di costituzionalizzare la lingua italiana; e tuttavia, intervenire nel merito dell’art. 12 — che individua alcuni elementi identificativi della Repubblica, in relazione all’appartenenza alla comunità nazionale — a sessant’anni dall’approvazione della Costituzione appare francamente un po’ tardivo e, soprattutto, finalizzato a smorzare le istanze federaliste, contrapponendosi alla valorizzazione degli idiomi locali e delle lingue storiche regionali che, indubbiamente, costituiscono un grande patrimonio culturale e identitario.
La solidarietà che da anni unisce i leghisti ai tibetani si manifesterà in un incontro di calcio benefico che avrà luogo Mercoledì 7 maggio nell'Arena civica di Milano, ore 20:45 (ingresso dalle 19).
L'incasso (offerta libera) sarà devoluto a sostegno del giornale «Tibetan Bulletin» e dell' «SOS Tibetan Children Village», un villaggio per l'infanzia fondato dalle Sorelle del Dalai Lama.
Il match è in preparazione al Campionato del Mondo per nazioni non ufficialmente riconosciute, organizzato dalla Nf Board, che si svolgerà questa estate in Lapponia. Della nazionale padana, ricostituita dopo 8 anni di stop, faranno parte sicuramente Maurizio Ganz, Giampietro Piovani, Fabio Voltolina, Cristiano Pavone, Carlo Nervo e Riccarco Allegretti. ACCORRETE NUMEROSI!
FREE TEBET FREE PADANIA